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Festa della Donna
Festa della Donna

La Festa della Donna è una ricorrenza diffusa in quasi tutto il mondo.

La festa della donna è una celebrazione annuale che si tiene in Italia il 8 marzo. Questo giorno, conosciuto anche come la Giornata Internazionale della Donna, è dedicato alla celebrazione dei diritti delle donne e alla lotta contro le disuguaglianze di genere.

La storia della festa della donna in Italia ha origini antiche. Nel 1908, un gruppo di donne operaie di New York organizzò una manifestazione per richiedere salari migliori, condizioni di lavoro più dignitose e il diritto di voto. Questa manifestazione diede il via alla celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, che fu poi ufficialmente riconosciuta dall'ONU nel 1975.

In Italia, la festa della donna è stata celebrata per la prima volta nel 1922 ma solo negli anni '70, la celebrazione assunse un significato più ampio, diventando un momento di riflessione sulla condizione delle donne nella società e di impegno per la promozione della loro emancipazione.

Oggi, la festa della donna è diventata una celebrazione diffusa in tutta Italia, con molte attività e iniziative organizzate in occasione di questa data. Tra le attività più comuni, si segnalano le manifestazioni di piazza, le mostre d'arte, i concerti, i dibattiti e le proiezioni di film e documentari dedicati alla condizione delle donne.

L'obiettivo principale della festa della donna è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui diritti delle donne e sulla necessità di combattere la discriminazione di genere. In Italia, infatti, la questione della parità di genere è ancora molto sentita, con numerose disuguaglianze che persistono nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi decenni. In particolare, le donne sono spesso penalizzate in ambito lavorativo, dove la retribuzione è ancora inferiore rispetto a quella degli uomini, e in ambito familiare, dove il peso delle responsabilità domestiche e della cura dei figli è ancora prevalentemente a loro carico.

Per questi motivi, la festa della donna è ancora oggi un momento di impegno e di mobilitazione per molte donne in Italia, che chiedono maggiore attenzione ai loro diritti e alle loro esigenze. Nonostante i progressi compiuti in questi anni, infatti, la strada verso la parità di genere è ancora lunga, e richiede l'impegno di tutti, uomini e donne, per creare una società più equa e giusta.

 

La pianta ufficiale per questa ricorrenza, è la Mimosa.

Pianta dal colore giallo, scelto come simbolo da parte di tre donne partigiane italiane nel 1946:

Rita Montagnana, Teresa Noce e Teresina Mattei.

La scelta di questa pianta è collegata al fatto che, con lo sboccio della primavera, la mimosa è facilmente reperibile ed ha un prezzo più economico a differenza delle violette scelte da parte della Francia come simbolo delle lotte socialiste.

 

 

   (Foto presa da internet)

 

Inoltre, per tradizione, si realizzano cene / pranzi al ristorante e, il menù comprende anche piatti culinari con ingredienti di colore giallo.

Ad esempio, la torta mimosa, che presenta l’effetto “mimosa” grazie allo sbriciolamento del pandispagna.

In varie località del mondo esistono i Musei delle Donne, uno tra i più importanti si trova a Marrakech ed è dedicato a tutte le donne che hanno dato un contributo allo sviluppo culturale ed economico del Marocco.

Esiste anche una rete network chiamata Rete Nazionale Donne in Cammino, nata l’8 marzo 2019, in occasione dei numerosi viaggi che vengono fatti tra donne.

All’interno, è possibile vedere i luoghi più belli da visitare a piedi e ci sono molte informative in merito alla sicurezza delle viaggiatrici e ai posti meno pericolosi: Austria, Islanda, Nuova Zelanda e Portogallo.

L’Italia, in merito alla sicurezza, figura al 31esimo posto.

 

Tra i regali più indicati ci sono quelli inerenti alla cura della persona, gadget originali oppure arredo per la casa.

Inoltre, se sei alla ricerca di consigli o personalizzazioni, puoi contattare in qualsiasi momento gli operatori.

 

 

Giornata Mondiale del Gatto
Giornata Mondiale del Gatto

La festa del gatto del 17 febbraio è una giornata speciale dedicata a tutti i gatti del mondo. La celebrazione di questa festa è stata introdotta da un'organizzazione italiana nel 1990, e da allora è stata adottata in molti paesi.

Ideata e lanciata da Claudia Angeletti nel 1990, fondatrice della rivista specializzata in gatti "TuttoGatto”, che decise di creare una giornata speciale per celebrare questi meravigliosi animali domestici.

La data del 17 febbraio è stata selezionata attraverso un sondaggio tra i lettori della rivista: La proposta vincente fu quella di Oriella del Col che propongo il mese di febbraio giustificandolo in modo più che convincente.

Infatti, il segno zodiacale che rappresenta febbraio è l'acquario.

Alcune delle caratteristiche principali di questo segno sono lo spirito libero e anticonformista (atteggiamento di rifiuto nei confronti dei comportamenti utilizzati dall'applicazione).

Sappiamo che, i gatti, amano essere liberi e non adorano le oppressioni.

 Il numero 17 è stato scelto invece, per combattere i falsi miti legati a questi dati.

Secondo vari sondaggi, una persona ogni sei, cambia strada oppure si ferma se ad attraversare è un gatto nero.

 

Ma come mai si associa il felino alla sfortuna?

L'origine di questo falso mito, risale al periodo del Medioevo.

In quell’epoca, il gatto era considerato il compagno diabolico delle streghe, vista la sua abitudine di uscire durante la notte e il suo colore era associato invece al lutto e all’inferno.

Mentre, l’origine della sfortuna portata dal gatto nero che attraversa la strada, risale all’epoca in cui si andava a cavallo.

Se il micio all’improvviso avesse attraversato la strada ad un cavallo, avrebbe potuto spaventarlo e fargli perdere il controllo creando pericolo al cavaliere.

Però in Francia ed in Inghilterra, i gatti neri sono considerati come dei portafortuna.

Al fine di combattere queste dicerie, l’associazione animalista ha realizzato il così detto Gatto Nero Day che viene festeggiato il 17 novembre.

E’ importante difendere la dignità e la vita del gatto nero, visto che a causa di questa sciocchezza, sono stati soppressi circa 60 mila gatti.

Gli egizi invece, da sempre, adorano i gatti, perché considerati come la reincarnazione del Dio del Sole e la manifestazione della Dea Bastet.

Bastet era la dea delle donne, dei gatti, della femminilità e della fertilità.

 

 (Immagine presa da Internet)

 

 

All’epoca, se si fossero scatenati incendi, le persone avrebbero circondato i gatti per difenderli dalle fiamme e se qualcuno di loro moriva, come segno di lutto bisognava radersi le sopracciglia.

Lo sappiamo bene che non è da tutti entrare in sintonia con questo animale che spesso si mostra distaccato, con un atteggiamento altezzoso, affettuoso ma non troppo … però sono proprio queste le caratteristiche che lo rendono speciale.

In molte parti del mondo, le persone commemorano la festa del gatto organizzando eventi speciali, come ad esempio adozioni di gatti presso i rifugi per animali, esposizioni di gatti, incontri e seminari di educazione sui gatti. Anche su internet è possibile partecipare alla festa del gatto condividendo foto dei propri gatti sui social media e partecipando a discussioni online.

Inoltre, la festa del gatto può essere un'occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica su questioni importanti riguardanti i gatti, come la necessità di sterilizzare i gatti randagi, l'importanza di adottare i gatti da rifugi per animali e di fornire loro un'adeguata cura e nutrizione.

 

 

Giornata Mondiale della Radio
Giornata Mondiale della Radio

Il 13 febbraio, si festeggia la Giornata Mondiale della Radio.

In questa giornata, si coglie l'occasione di festeggiare la prima trasmissione radio dell'ONU, che avvenne per la prima volta nel 1946.

Oltre ad essere uno strumento, la radio viene considerata come elemento di unione in tutto il mondo, e costituisce una importante piattaforma di democrazia, utilizzata.

La sua nascita si deve in parte, all'inventore italiano Guglielmo Marconi, che nel 1894 effettuò i suoi primi esperimenti con le onde elettromagnetiche, riuscendo a realizzare, l'anno successivo, l'invio di segnali a distanza attraverso le onde radio, quindi, senza la necessità di utilizzare i fili.

Infatti, nel 1909 brevettò il primo radiotelegrafo (trasmissione di segnali telegrafici tramite onde radio).

Un'altra tappa importante da ricordare, risale al 6 ottobre del 1924, quando in Italia nasce la prima trasmissione radiofonica accompagnata dalla voce di Maria Luisa Boncompagni.

Per quanto riguarda la Radio delle Nazioni Unite, iniziò a trasmettere i suoi programmi in lingua cinese, inglese, russa, spagnola e francese, ossia nelle cinque lingue ufficiali dell'ONU, per un tempo di circa 9-12 ore giornaliere a partire dall' anno 1946.

Queste trasmissioni facevano riferimento a documentari, argomenti di attualità e nel corso di pochi anni, iniziarono ad essere trasmettesse anche in altre lingue (33), tra cui l’italiano e l’arabo aggiunto nel 1974.

Questa prima trasmissione radiofonica, si aprì con il seguente messaggio: “Qui, sono le Nazioni Unite che parlano ai popoli di tutto il mondo”.

Ad oggi, è possibile scaricare programmi storici e discorsi di personaggi appartenenti ai secoli passati.

Il 3 novembre del 2011, l’UNESCO ha proclamato e riconosciuto il World Radio Day, durante la trentaseiesima Conferenza Generale (per ricordare la prima trasmissione dell’ONU) e nel 2012 è stata istituita come data di riferimento il 13 febbraio.

L'obiettivo principale della Giornata Mondiale della Radio è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della radio e di riconoscere il suo contributo alla diversità culturale e alla libertà di espressione. La radio è uno strumento che può raggiungere le persone nelle aree più remote e vulnerabili, offrendo informazioni, notizie e intrattenimento a coloro che non hanno accesso ad altri mezzi di comunicazione.

Ogni anno, la Giornata Mondiale della Radio ha un tema specifico che riflette l'importanza della radio in un determinato ambito. Nel 2022, il tema è stato "New World, New Radio", che ha enfatizzato il ruolo della radio nella promozione della resilienza, dell'innovazione e della sostenibilità in un mondo in continua evoluzione.

In tutto il mondo, le stazioni radio celebrano la Giornata Mondiale della Radio attraverso una varietà di programmi speciali e eventi, che includono discussioni, concerti e trasmissioni speciali. Molti eventi sono trasmessi in diretta sulla radio, offrendo ai fan di tutto il mondo la possibilità di partecipare alle celebrazioni.

Inoltre, molte organizzazioni promuovono la Giornata Mondiale della Radio sui social media e offrono risorse e informazioni sul ruolo della radio nella società. L'UNESCO fornisce anche un sito web dedicato alla Giornata Mondiale della Radio, dove è possibile trovare informazioni sul tema annuale, suggerimenti per organizzare eventi e risorse per promuovere l'importanza della radio.

Ad oggi, la libertà di espressione e di comunicazione sono considerate ovvie, in quanto, ognuno è ibero di esprimere il proprio pensiero senza censura (almeno così si pensa).

Ma in Italia, fino a non molti anni fa, non era possibile godere di queste libertà, soprattutto durante il periodo del fascismo dove erano censurante le assemblee, le riunioni, la stampa. La dittatura reprimeva ogni libertà di espressione.

Durante il regime di Mussolini, ad esempio, venne istituita l’Unione Radiofonica Italiana (U.R.I.) che consentiva di monopolizzare il pensiero della popolazione e che consentiva a Mussolini di intervenire in ogni settore della vita del cittadino.

Al tempo, erano poche le persone che potevano permettersi questo mezzo e per questo motivo venne istituito l’Ente Radio Rurale, che garantiva in ogni villaggio la presenza di almeno una radio, grazie ad una produzione su larga scala che consentiva di detenere questo apparecchio con solo 600 lire.

L’obbiettivo era quello di comunicare a tutti, le decisioni e i pensieri del regime dittatoriale, opprimendo ogni tipo di libertà.

Oggi invece, abbiamo la presenza di vari strumenti che ci consentono di ascoltare la radio oppure ciò che preferiamo (perché godiamo di questi privilegi).

Cuffie, diffusori, giradischi, mangiadischi, audiolibri, cd, dvd.

 

 

 

 

“Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”

  • Cit
San Valentino
San Valentino

La festa di San Valentino è una ricorrenza diffusa in quasi tutto il mondo ed è dedicata agli innamorati e si festeggia il 14 febbraio.

In questa giornata, si coglie l'occasione di scambiarsi dolci effusioni, regali e dichiarazioni d'amore.

Non tutti però, sanno la vera storia di questo avvenimento.

Questa festività prende il nome del santo e martire cristiano Valentino di Terni e venne istituita nel 496 da papa Gelasio I.

In realtà, venne istituita solo per sostituire la festa pagana dei Lupercalia che si celebrava a Roma il 15 febbraio, anticipando così il San Valentino di un giorno.

Questi festeggiamenti erano rivolti al Dio della fertilità Luperco e consistevano in sacrifici animali, e le donne addirittura si lasciavano frustare in mezzo alla strada da ragazzi nudi o poco vestiti.

Febbraio, per gli antichi romani, era considerato il mese della rinascita.

Ma chi era in realtà Valentino di Terni?

Valentino era nato a Interamna Nahars (l'attuale Terni) nel 176 dC ed era un giovane vescovo romano.

Secondo una leggenda, è considerato il patrono degli innamorati perché fu il primo religioso a celebrare l’unione fra un legionario pagano Sabino e una giovane cristiana Serapia.

Questo matrimonio avvenne in fretta, perché la giovane era malata e i due sposi, morirono mentre Valentino li stava benedicendo.

Questa unione costò molto cara, in quanto, venne giustiziato diventando così simbolo dell’amore e poi santo.

Secondo un'altra leggenda invece, Valentino avrebbe donato una somma di denaro ad una donna che non poteva permettersi di pagare il proprio matrimonio.

Ogni anno, Terni rende omaggio al proprio patrono della città, ossia San Valentino.

Moltissime coppie giungono lì, in vista dei loro matrimoni che si celebreranno nei mesi successivi.

Nei paesi anglosassoni, è usanza scambiarsi i così detti “Valentine”, ossia i biglietti d’amore con stampanti sopra i simboli romantici, tra cui la colomba, cupido e i cuori.

Il più antico biglietto amoroso, risale al XV secolo e fu scritta da Carlo D’ Orléans un nobile francese, preso come ostaggio e portato in prigione in Inghilterra dove rimase per venticinque anni.

Fu così che da metà dell’Ottocento negli Stati Uniti iniziarono a produrre i biglietti di San Valentino su scala industriale.

I festeggiamenti vengono fatti in gran parte del mondo in modi diversi:

Ad esempio, in Giappone e in Corea del Sud, le ragazze regalano cioccolatini ai ragazzi, non solo ai loro rispettivi compagni ma anche agli amici, i quali …il mese successivo, ossia il 14 marzo, in occasione del White Day, sono i ragazzi che ricambiano questo gesto regalando del cioccolato bianco alle ragazze.

In Argentina invece, i festeggiamenti durano per una settimana intera e viene festeggiata anche l’amicizia, scambiandosi dolci e baci.

Mentre, in Russia e in altri stati dell’ex Urss non viene festeggiato affatto.

Molti governi, di stampo molto laico, non accettano nemmeno la sua esistenza, perché ricorrenza appartenente al calendario religioso.

In Brasile, la giornata per festeggiare l’amore è il 12 giugno, giorno che precede la festa di Sant’Antonio, patrono dei matrimoni.

 Le donne che non hanno il marito portano con sé la statuetta di Sant'Antonio che rappresenta il loro desiderio di sposarsi.

Qualunque sia il modo in cui lo festeggiate, un regalo alla vostra metà sarà ben gradito! Non importa ciò che si dona, non importa nemmeno il suo costo.

L'amore non ha prezzo né distinzioni.

 

 

 

 

 

“Amare qualcuno significa desiderare di invecchiare accanto a lui.”

-Cit

La Storia del Tappeto
La Storia del Tappeto

La storia del tappeto è antica e ricca di tradizioni e culture diverse. Si ritiene che i tappeti siano stati realizzati per la prima volta nell'antico regno della Persia, intorno al 500 a.C. Inizialmente erano utilizzati per scopi pratici come isolare dal freddo e dal calpestio, ma presto si evolsero in oggetti d'arte e status symbol.

Ma dietro alla loro creazione, vi era un significato più profondo rappresentato dai simboli disegnati che raccontavano la storia di chi li aveva creati.

Nel momento in cui l’uomo aveva iniziato a disegnare sulle pareti delle caverne, ha iniziato anche ad adornare gli arredi e i vestiti con decorazioni.

Infatti, per quanto riguarda i tappeti i simboli rappresentati servivano per proteggersi dal malocchio, dall’infertilità e per avere più fortuna e meno malocchio.

La maggior parte dei tappeti antichi, erano costruiti in lana, materiale poco duratura e per questo motivo ne sono stati ritrovati veramente pochi.

Durante il periodo islamico, i tappeti persiani divennero famosi per le loro intricate e colorate disegni geometrici e floreali. La tecnica di tessitura fu poi esportata in altre culture, come l'Impero Ottomano e l'India, che svilupparono stili unici.

Il tappeto si era conservato perché era stato congelato in una blocca di ghiaccio e si chiamava Pazyryk.

Nel XV e XVI secolo, i tappeti orientali furono introdotti in Europa grazie alle spedizioni commerciali e all'influenza dei crociati. La loro popolarità crebbe rapidamente e divennero un segno di ricchezza e raffinatezza. In questo periodo, i tappeti furono anche utilizzati come elementi decorativi nell'architettura e nell'arte.

Nel XIX secolo, con l'avvento della macchina tessile, la produzione di tappeti divenne più economica e accessibile. Questo portò alla creazione di stili e tecniche nuovi, come i tappeti in lana d'Inghilterra e i tappeti persiani in stile deco.

Il tappeto più antico, di cui si abbia notizia, è stato trovato nel 1949 in una tomba in Siberia ed era composto da 360.000 nodi al metro quadrato e risaliva al V- IV secolo a.C.

La sua misura è di 200x182 cm e probabilmente la sua origine è persiana nonostante sia stato trovato a migliaia di chilometri dalle Persia.

Il campo centrale è diviso in ventiquattro quadrati e presenta una croce le cui estremità terminano con un fiore stilizzato.

Le cornici che delimitano la bordatura presentano dei quadrati con all’interno un grifone.

 

 (Immagine presa da Internet)

 

Oggi, i tappeti sono ancora molto popolari come elementi d'arredo e continuano a essere realizzati in molte culture e regioni in tutto il mondo, ognuna con la propria tradizione e stile unico.

In sintesi, la storia del tappeto è un viaggio attraverso secoli di tradizioni culturali e artistiche, che hanno reso questo oggetto una parte importante della storia umana e una forma d'arte ancora apprezzata oggi.

 

I tappeti sono classificati in base alla loro provenienza:

  • Persiani: ornati solitamente con disegni floreali e scene di caccia
  • Turchi: detti anche Anatolici, sono commercializzati soprattutto ad Istanbul e sono asimmetrici.

I colori predominanti sono il verde, l’avorio, il giallo e l’azzurro.

Solitamente sono privi di figure animalesche e umane.

  • Berberi: presentano disegni asimmetrici geometrici e sono composti da lana con il filato grosso.

I colori predominanti sono l’oro, l’azzurro e il rosso.

  • Caucasici: presentano figure geometriche e arabesche.
  • Turkestan: il motivo principale è un ottagono reiterato in colonne orizzontali o verticali.
  • Transcaspio: presentano uno sfondo rosso e motivi geometrici ripetuti. Conosciuti anche con il nome di Bukhara.
  • Cinesi: gli ornamenti e i disegni sono tipici del luogo.

 

Analizzando i principali materiali di composizione troviamo:

 

Juta: fibra tessile ruvida naturale ricavata dal fusto della pianta appartenente al genere Corchorus.

Rappresenta la qualità più pregiata nel mondo tessile ed è composta da filamenti lunghi 2-3 metri con fibre spesse che vanno dai 2 ai 5 mm.

La sua produzione si concentra per l’85% in India e Bangladesh.

Questo materiale può essere lavorato all’uncinetto e può essere anche mescolato con altri filati per la realizzazione di borse o cinture.

Più è chiaro il filamento, maggiore sarà la sua qualità.

E’ denominata anche fibra d’oro perché presenta dei riflessi lucenti e dorati.

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Cotone: fibra tessile ricavata dalla bambagia che avvolge i semi delle piante appartenenti al genere Gossypium.

Questi tappetti sono duraturi, resistenti e hanno una migliore qualità di assorbimento della tintura.

Ciò indica che, possono essere personalizzati in un’ampia gamma di motivi e colori.

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Lana: fibra di origine natura più comune insieme alla seta per la realizzazione di tappeti di alta qualità.

Trattiene molto bene i coloranti e presenta una elasticità naturale, il che significa che può essere allungata, piegata e girata molte volte prima che si rompa.

La lana fa bene all’ambiente poiché deriva dalle pecore che vengono tosate dai loro cappotti ogni anno.

(Teniamo a precisare che, la tosatura non danneggia le pecore ed è importante farla per la loro salute durante i periodi più caldi)

 

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Seta: fibra proteica di origine animale, più comune insieme alla lana per la realizzazione di tappeti di alta qualità.

Si ricava dal bozzolo prodotto dai bacchi di seta e permette di fabbricare tessuti pregiati.

Permette di realizzare modelli più precisi e complessi.

Sono più sottili e morbidi al tatto.

La loro fibra è fine e dunque il tappetto risulta delicato ed è consigliato utilizzarlo in aree a basso traffico.

 

Bambù: materiale naturale, facile da lavorare e molto diffuso poiché facile da reperibile in natura.

Le sue proprietà più importanti sono la leggerezza, la versatilità e la sua resistenza.

 

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Legno: tessuto vegetale che costituisce il fusto delle piante aventi crescita secondaria.

E’ molto resistente e di lunga durata.

Inoltre, è un ottimo isolante termico capace di assorbire il calore e di cederlo con lentezza.

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Tessuto: tessuti con una vasta gamma di scelta (cotone, lino, velluto).

Occorre valutare la sua resistenza, ed il colore del tessuto oppure della trama, scegliendo quello che si addata di più alla stanza.

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Pelle: materiale pregiato e costoso dato dall’unione di materiale di origine animale e prodotti chimici che ne consentono una facile lavorazione e morbidezza.

 

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Lino: fibra molto antica naturale composta dal 70% di cellulosa.

Riesce ad assorbire l’umidità, è anallergico e battericida e molto resistente.

 

 

Se stai cercando un tappetto che può essere collocato in una zona ad alto traffico oppure all’aperto, puoi optare per il materiale riciclato.

Questi tappetti sono realizzati in plastica e tessuti a mano, sono ecologici e facili da pulire.

Per riempire uno spazio o rendere confortevole una stanza, un tappeto è la scelta ideale.

Dovranno adattarsi allo stile di vita della casa e quindi è importante valutare molti aspetti a riguardo.

Oltre al materiale, è importante analizzare anche:

  • Le misure: il tappeto deve adattarsi agli spazi e quindi è importante che abbia le giuste misure.

Per capire quali scegliere, provate a stendere dei fogli sulla superficie che intendete coprire.

  • I colori: se avete mobili in tinta unita, è preferibile optare per un tappetto fantasioso e luminoso mentre, se avete arredato la vostra casa con molti colori, meglio scegliere un tappeto semplice a tinta unita.
  • Le posizioni: occorre disporre i mobili sul tappetto e non in bilico sui bordi.

E’ preferibile che il tappeto sia almeno una ventina di centimetri più largo rispetto ai mobili posizionati sopra.

 

 

“Il tappeto volante lo adori finché non devi nasconderci sotto la polvere”

  • Cit

 

La Nascita del Letto
La Nascita del Letto

Il letto è un mobile domestico su cui è possibile sdraiarsi per dormire.

Nella preistoria, era composto solamente da un mucchio di foglie o di paglia.

Il letto è un elemento essenziale della vita quotidiana, ma la sua storia è molto più antica di quanto si possa immaginare. La prima traccia di un oggetto simile a un letto risale a più di 5.000 anni fa, nell'antico Egitto, dove i faraoni e i nobili avevano letti in legno dorato e decorati con ricchi tessuti e pietre preziose.

Gli stili variavano a seconda dello stato sociale, dai più semplici realizzati solo in legno ai più belli in legno d’ebano ricoperti d’oro.

 

In India invece, il sostituto del letto era il tappetto.

Qualche decennio più tardi, in Grecia nacque il letto tricliniare, una struttura di legno arricchita di ornamenti in bronzo che veniva utilizzata non solo per riposare ma anche per esporre i defunti.

Successivamente, questo letto venne migliorato da parte dei romani (fulcrum) che lo realizzarono leggermente più basso e lungo utilizzando come materassi sacchi ripieni di fieno e lana.

Con il passare del tempo, i letti sono diventati sempre più sofisticati e lussuosi, con la creazione di modelli in metallo e ferro, in grado di resistere alle tarme e alle muffe. Durante il Medioevo, i letti erano utilizzati principalmente dalle classi ricche e nobili, mentre le classi meno abbienti dormivano su semplici pagliericci o tappeti.

Nacque così, per i nobili, il letto a baldacchino composto da quattro pilasti rettangolari che sorreggevano una struttura di tendaggi e consentivano di ritrovare privacy ma anche di tenere lontani gli insetti grazie all’utilizzo di tendaggi.

 

   (Foto presa da internet)

 

Con l'avvento della Rivoluzione Industriale, la produzione di letti è diventata più efficiente e i prezzi sono scesi, rendendoli accessibili a una maggiore quantità di persone. Nel XIX secolo, è stato inventato il letto a molle, che ha migliorato ulteriormente il comfort di dormire. Inoltre, con l'invenzione delle reti a molle, il letto è diventato più traspirante e ha contribuito a ridurre la proliferazione dei parassiti.

Una delle varianti più importanti infatti, è stato il letto contenitore (nato nel ‘400) creato per unire la comodità di un letto con la praticità di vani contenitori ( cassapanche o cassoni)che permettevano di ottimizzare lo spazio soprattutto nelle piccole case.

Una importante invenzione da citare è l’ Ulett , ossia il letto di Leonardo da Vinci che ruota secondo la rotazione dell’asse terrestre che permette di difende il corpo umano dalle aggressioni ambientali in atto e anche durante il riposo.

Il letto di Leonardo, è fatto come l’uomo e presenta una memoria per orientarsi nello spazio/ tempo.

Questa memoria è costituita da un meccanismo che si trova alla base del letto e determina appunto, la rotazione terrestre annuale rispetto ai punti cardinali.

 

 (Foto presa da Internet)

 

Negli ultimi decenni, i letti sono diventati ancora più sofisticati, con l'aggiunta di funzioni come il massaggio, la regolazione dell'inclinazione e la regolazione della temperatura. Oggi, i letti sono disponibili in una vasta gamma di materiali e stili, dai classici in legno massello ai moderni in tessuto o ecopelle.

In sintesi, il letto è un oggetto che ci accompagna nella vita quotidiana, ma la sua storia è lunga e ricca. Dagli antichi Egizi ai nostri giorni, il letto è stato sempre un elemento di lusso e comfort, che si è evoluto nel tempo per soddisfare le esigenze dell'uomo e offrire sempre maggiori comfort e funzionalità.

 

I letti, a seconda della loro tipologia, si classificano in:

  • Letto singolo o ad una piazza: confortevole per una sola persona e ideato per i materassi di dimensioni 160x190 cm.

 

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  • Letto ad una piazza e mezza o alla francese: ideato per i materassi di dimensioni variabile in larghezza tra i 120 e i 140 cm con lunghezza standard di 190 cm.
  • - Letto matrimoniale o a due piazze: ideato per i materassi di dimensioni 160x190 cm.

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  • - Letto king o a tre piazze: confortevole per tre persone (mamma, papà e bambino) e ideato per i materassi con una lunghezza di 180-210 cm
  • Letto a baldacchino: presenta un alto palo ad ogni angolo del letto che sostiene una copertura e forma una sorta di “recinto” .

E’ possibile utilizzare dei tendaggi per garantire più privacy e ripararsi dagli insetti durante la notte.

Questo letto può essere singolo oppure matrimoniale.

 

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- Letto contenitore: presenta un vano porta oggetti sotto al materasso che può essere utilizzato come grande cassetto.

La sua apertura può essere frontale oppure laterale e permette di ottimizzare gli spazi e rappresenta dunque un’ottima soluzione per chi ha una camera di dimensioni ridotte oppure un armadio poco capiente.

 

 

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- Letto a castello: presenta due o più reti sovrapposte l’una sull’altra.

Nasce per permettere a più persone di dormire nella stessa stanza occupando il minimo spazio possibile.

Sono sorretti da quattro pali posti ai quattro angoli del letto e per raggiungere il letto superiore viene utilizzata una scaletta.

Il letto superiore può essere circondato da una sponda per evitare pericolose cadute accidentali.

 

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- Divano letto: progettato per piegarsi e per trasformarlo in un letto e viceversa.

Soluzione alternativa alla camera degli ospiti e può includere un letto singolo o matrimoniale.

 

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Analizzando i materiali, troviamo:

 

  • Rattan: materiale di origine vegetale, ricavato da una palma rampicante, le cui foglie sono ideali per realizzare mobili e cesti.
  • Pelle: materiale pregiato e costoso dato dall’unione di materiale di origine animale e prodotti chimici che ne consentono una facile lavorazione e morbidezza.

 

  • Tessuto: tessuti con una vasta gamma di scelta (cotone, lino, velluto).

Il divano in tessuto sarà più comodo di quello in pelle che tenderà ad essere freddo al tatto d’inverno e caldo d’estate.

  • Similpelle: creato con tessuti come fibre, cotone oppure lino che vengono ricoperti da materiale plastico.

I vantaggi sono la sua economicità, la facilità di pulizia e soprattutto la sua resistenza alla luce che impedisce il cambio di colore nel tempo, anche se, può rovinarsi e creare delle pieghe sulle sedute.

E’ facile da spolverare in quanto non permette agli acari di penetrare tra le fibre ed è adatto per prevenire possibili allergie.

 

  • Ecopelle: creato dall’unione di materiale di origine animale e prodotti vegetali.

A differenza dei prodotti chimici utilizzati per la pelle, quelli vegetali rendono ancora più pregiata e costosa la sua lavorazione.

L’unico problema è che con il passare del tempo, il colore può subire cambiamenti a causa delle discromie.

  • Velluto: tessuto che può essere realizzato con fibre naturali e sintetiche.

Può essere fine, morbido oppure robusto a seconda del materiale utilizzato per la sua creazione.

 

 

Citazione:

 

“Due materassi singoli non fanno un matrimoniale

e questo vale per un sacco di altre cose”

La Nascita del Divano
La Nascita del Divano

La parola divano deriva dal termine arabo di origine persiana dīwān, con cui venivano indicati i registri amministrativi conservanti in un posto dove gli scribi lavoravano seduti su dei cuscini.

E’ un sedile imbottito, dotato di braccioli presente in diverse forme che consente di accogliere più persone.

L’inizio della diffusione di alcune poltrone simili al divano, risalgono ai tempi di Luigi XV con le marquise e le voyeuse.

Le prime, erano delle poltrone doppie e le seconde, erano delle sedie utilizzate durante le partite di carte che permettevano allo spettatore di guardare il giocatore da seduto grazie alla parte superiore dello schienale largo e imbottito che consentiva di restare coi gomiti appoggiati allo schienale.

Il primo vero periodo di diffusione del divano in Europa, risale all’epoca neoclassica sotto il regno di Luigi XVI dove fanno la prima comparsa dei modelli di divani (simili alle precedenti poltrone) con decorazioni classiche e forme rettilinee, il tutto ispirato all’epoca greca – romana con lo snellimento degli elementi decorativi.

Ancora oggi, lo stile Luigi XVI è uno dei più riprodotti da parte degli arredatori, soprattutto negli hotel di lusso.

Uno stile che crea un ambiente accogliente ed elegante.

 

I divani più importanti vennero creati dall’ebanista francese Louis Delanois che utilizzava per la loro costruzione del legno intagliato e dorato a foglia d’oro zecchino.

A partire dal 1769, iniziò a fornire arredi anche per il castello di Versailles:

poltrone, divani, sedie per il salotto, sedie per la camera da pranzo, sedie per le gallerie e un letto scolpito con fiori.

 

 

Durante il XIX secolo, nel Regno Unito si impone invece il modello Chesterfield.

Un divano ampio, comodo, imbottito e rivestito in pelle trapuntata che venne già commissionato all’inizio del Settecento da Philips Stanhope (IV conte di Chesterfield) ma che ottenne il suo strepitoso successo solo in età vittoriana.

 

I divani antichi venivano completati con una lavorazione chiamata capitonné, un’imbottitura realizzata a mano e trapuntata formando dei cuscinetti.

Nel XX secolo si assiste ad un progresso industriale, con la fabbricazione in serie e con impiego di materiali moderni.

Ora, il divano non è più costituito da blocchi, ma da elementi raggruppabili e componibili e comincia ad entrare in tutte le abitazioni come parte integrante dell’arredamento.

 

Il divano può essere:

 

  • A due posti: occupa poco spazio e può essere inserito in ogni tipo di soggiorno.

Affiancato solitamente da poltrone per garantire più posti a sedere e può essere messo anche nelle camere da letto o in cucina.

  • A tre posti: pensato per un ambiente più ampio, offre il massimo comfort e per aumentare la comodità si può optare per un divano con i braccioli bassi o stretti.

La sua misura varia tra i 180 e i 240 cm.

  • Angolare: permette l’appoggio su due pareti contigue.

Ha la classica forma ad L ed è composto da due sezioni.

La prima, presenta i posti a sedere dove tolto il bracciolo si può costruire l’angolo.

La seconda invece, è disposta su un angolo retto che addossata alla prima, consente di avere maggiore spazio sulla seduta.

  • Componibile: composto da più pezzi indipendenti che possono essere disposti in diverse posizioni.

Si inseriscono con maggiore facilità attraverso le porte d’ingresso e sono meno problematici da trasportare.

Quindi, consigliati per coloro che vivono in appartamento.

  • Con penisola: comprende una parte utilizzata per distendere le gambe o per sedersi (anche se priva di schienale).

Si tratta di divani angolari.

  • Divano letto: progettato per piegarsi e per trasformarlo in un letto e viceversa.

Soluzione alternativa alla camera degli ospiti e può includere un letto singolo o matrimoniale.

 

Analizzando i materiali, troviamo:

 

  • Rattan: materiale di origine vegetale, ricavato da una palma rampicante, le cui foglie sono ideali per realizzare mobili e cesti.
  • Pelle: materiale pregiato e costoso dato dall’unione di materiale di origine animale e prodotti chimici che ne consentono una facile lavorazione e morbidezza.
  • Tessuto: tessuti con una vasta gamma di scelta (cotone, lino, velluto).

Occorre valutare la sua resistenza, ed il colore del tessuto oppure della trama, scegliendo quello che si addata in tutte le stagioni.

Il divano in tessuto sarà più comodo di quello in pelle che tenderà ad essere freddo al tatto d’inverno e caldo d’estate.

  • Similpelle: creato con tessuti come fibre, cotone oppure lino che vengono ricoperti da materiale plastico.

I vantaggi sono la sua economicità, la facilità di pulizia e soprattutto la sua resistenza alla luce che impedisce il cambio di colore nel tempo, anche se, può rovinarsi e creare delle pieghe sulle sedute.

E’ facile da spolverare in quanto non permette agli acari di penetrare tra le fibre ed è adatto per prevenire possibili allergie.

  • Ecopelle: creato dall’unione di materiale di origine animale e prodotti vegetali.

A differenza dei prodotti chimici utilizzati per la pelle, quelli vegetali rendono ancora più pregiata e costosa la sua lavorazione.

L’unico problema è che con il passare del tempo, il colore può subire cambiamenti a causa delle discromie.

  • Velluto: tessuto che può essere realizzato con fibre naturali e sintetiche.

Può essere fine, morbido oppure robusto a seconda del materiale utilizzato per la sua creazione.

 

“Riassumi la tua vita in una parola.
– Divano
– In due parole?
– Divano/letto “

Epifania
Epifania

Il mese di gennaio, è dedicato all’ Epifania, che tutte le feste si porta via.

E’ l’evento “conclusivo” appartenente alla cultura cristiana che si celebra dodici giorni dopo il Natale, ossia il 6 gennaio.

Nella tradizione cristiana, l’Epifania, rappresenta il giorno in cui Gesù Bambino si manifestava ai tre re Magi che erano andati a Betlemme per vederlo, portandogli i doni.

Il termine, deriva dal greco Epiphaneia che significa appunto manifestazione.

Di sicuro vi starete chiedendo quale sia il collegamento con la Befana.

Secondo una leggenda appartenente al XII secolo, quando i Re Magi andarono a Betlemme, si persero e chiesero informazioni ad una signora anziana, chiedendole se voleva andare anche lei a portare i doni alla mangiatoia.

La signora, si rifiutò ma subito dopo se ne pentì e preparò un cesto pieno di doni, destinati a tutti i bambini.

“ Viva viva la Befana! Passa di qui una volta sola

 

L’elemento rappresentativo è dunque la Befana.

Erroneamente si rappresenta con un cappello da strega.

In realtà, porta uno scialle di stoffa, uno sciarpone di lana, gonna lunga, calzettoni e scarpe comode.

Pochi denti, naso prominente e schiena ricurva che rappresentano l’anno vecchio.

Ma cosa consegna la befana?

La befana consegna doni e dolciumi ai bambini che, nell’anno precedente si sono comportanti bene e carbone o cipolle a quelli che si sono comportati male.

 

I paesi che riconosco l’Epifania come festività, sono pochi:

  • Italia
  • Grecia
  • Spagna
  • Svizzera (solo alcuni cantoni)
  • Austria
  • Germania (solo in alcune zone)
  • Svezia
  • Polonia
  • Finlandia
  • Slovacchia
  • Repubblica Dominicana
  • Puerto Rico

Ovviamente, ogni Paese celebra questa festa a seconda di diverse ritualità.

Ad esempio, in Spagna, la sera del 5 gennaio si assiste alla sfilata delle carrozze e al rientro a casa, i bambini devono pulirsi bene le scarpe e lasciare cibo ai Re Magi, acqua ai cammelli e andare a letto presto, svegliandosi tardi alla mattina per evitare di incontrare i Re Magi e di rimanere senza regali!

 

In Italia invece, è tradizione festeggiare l’Epifania organizzando feste, mercatini, falò e bruciando la “Vecchia” per dare il benvenuto all’anno nuovo, in quanto, il fuoco porta con sé le tristezze del passato.

 

Nel tempo, si sono create anche tradizioni culinarie.

In Piemonte, troviamo la Fugassa d’la Befana, un dolce morbido che al suo interno contiene una fava bianca ed una nera.

Chi trova la prima deve pagare il dolce, chi trova la seconda deve offrire da bere.

In Veneto troviamo la Pinsa, un dolce realizzato con farina di mais e frutta fresca.

 

 

CURIOSITA’:

-          L’Epifania è una festa che unisce tre eventi della vita di Cristo: l'adorazione di Gesù da parte dei Magi, il battesimo di Cristo nel Giordano e il suo primo miracolo alle nozze di Cana

-          I nomi dei ReMagi non compaiono nel vangelo ma in una versione apocrifa del culto cristiano-copto

-          La Befana è una tradizione solo italiana

Capodanno
Capodanno

Il mese di dicembre, è dedicato interamente alle festività natalizie.

L’evento definitivo è rappresentato dalla notte di San Silvestro, ossia la notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio.

La celebrazione del nuovo anno, è la tradizione più antica che ci sia e che accomuna tutta il mondo, anche se, in tempi e festeggiamenti diversi.

Non abbiamo molte notizie in merito alla comparsa di questa tradizione, ma sappiamo che l’invenzione è stata del popolo Babilonese circa 4000 anni fa.

Infatti, l’anno babilonese iniziava in corrispondenza dell’equinozio di primavera.

La primavera, rappresentava un periodo molto importante per la nuova semina e per la fioritura.

A questo punto vi starete chiedendo quale sia la connessione tra agricoltura ed il primo giorno dell’anno …. La connessione non c’è, e la decisione di festeggiare il 1° gennaio è stata una scelta puramente arbitraria.

Per quanto riguarda il popolo romano invece, l’anno nuovo solitamente si festeggiava a marzo anche se il calendario veniva continuamente manomesso da parte di tutti gli imperatori.

Fu solamente nel 46 a.C. che venne promulgato il Calendario Giuliano, da parte di Giulio Cesare, che stabiliva il 1° gennaio come primo giorno di un nuovo anno.

Questo calendario, era solare ed era basato sul ciclo delle stagioni.

Molti paesi iniziarono ad utilizzarlo, ma la data di Capodanno variava ancora a seconda della zona.

Ad esempio, per quanto riguarda l’Italia, a Pisa e Firenze si celebrava l’anno nuovo il 25 marzo, mentre in Puglia, Calabria e Sardegna il 1° settembre.

Fu solamente nel 1691 con Papa Innocenzo XII, che venne fatta coincidere in tutta Europa la data del 1° gennaio ed ufficializzata nel calendario Gregoriano.

Il calendario Gregoriano, è stato introdotto perché in quello precedente (Giuliano) non era stato calcolato l’anno bisestile, e questo, portava ad una perdita di giorno durante l’anno, in quanto, la rivoluzione della terra attorno al sole dura 365 giorni e 6 ore.

Nonostante questo, in Italia, durante il regime fascista, il Capodanno venne spostato al 28 ottobre, che era il giorno dell’anniversario della marcia su Roma, e dopo la caduta della RSI (Repubblica Sociale Italiana) si ritornò al primo gennaio.

 

Diverse date per il Capodanno:

  •          Capodanno Europeo: 1° gennaio
  •          Capodanno Cinese: Non ha una data precisa, poiché si basa su un calendario lunisolare e la data può variare di circa 29 giorni.
  •          Capodanno Islamico: Le interpretazioni di questa celebrazione, sono diverse per due principali comunità: Sciiti e Sunniti, non rappresenta una vera e propria festività, ma una commemorazione. Viene utilizzato il calendario lunare e la data varia a seconda dell’anno.Parliamo del così detto Muharram, ossia il primo mese dell’anno e uno dei quattro mesi, considerati sacri.
  •          Capodanno Ortodosso: 14 gennaio

 

In Italia è tradizione festeggiare il Capodanno organizzando cenoni (veglione), invitando parenti oppure amici e mangiare i piatti più tipici della tradizione:

-          Lenticchie

-          Zampone

-          Lenticchie

-          Stinco

-          Uva

 

Inoltre, ci sono alcune tradizioni profane che consistono nell’indossare biancheria intima rossa, nel gettare dalla finestra vecchi oggetti, baciare sotto il vischio la persona amata, etc...

Un'altra tradizione è quella di accendere fuochi e petardi, questo non solo per festeggiare il nuovo anno che verrà, ma anche perché, i botti uniti al disfarsi di vecchi mobili e stoviglie hanno il significato di eliminare tutte le negatività dell’anno che sta giungendo al termine.

Il giorno del 31 dicembre, si chiama anche San Silvestro (santo che si festeggia in questa giornata), erroneamente viene chiamato anche Capodanno, pur trattandosi solo della sua vigili

 

 

CURIOSITA’:

-          Se sei alla ricerca di prosperità, è usanza mangiare le lenticchie dopo la mezzanotte, mentre se cerchi l’anima gemella, il melograno.

-          I celti festeggiavano Capodanno durante la notte di Halloween (31 ottobre-1°novembre)

-          La tradizione di fare regali a capodanno, è giunta a noi grazie ai Persiani che erano soliti regalare uova che simboleggiavano produttività.

Le origini del Presepe
Le origini del Presepe

Il mese di dicembre, è dedicato all’allestimento degli addobbi, in occasione del Natale.
Uno degli elementi più rappresentativi, è il Presepe.
Il termine deriva dal latino PRAESAEPE, che etimologicamente significa Greppa, ossia Mangiatoia.
Indica dunque, la rappresentazione scenografica della Natività di Gesù.


La sua nascita ha origini medievali: San Francesco d’Assisi viene considerato come il primo inventore, che lo eresse nel 1223.
Francesco, nel Natale del 1222 si recò a Betlemme e rimase stupido dalle rappresentazioni sacre, fatte in occasione della nascita di Gesù.
Così, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di poterle riprodurre per il Natale successivo, ossia quello del 1223.
Dato che, al tempo, era vietata la rappresentazione dei dammi sacri, il Papa gli consentì solamente di celebrare la messa in una grotta naturale, invece che in Chiesa.
Francesco, portò all’interno della grotta una mangiatoia con al suo interno del fieno, un asino ed un bue vivente, senza la Sacra Famiglia e con i Frati che illuminavano il paesaggio con le fiaccole.
Il suo obbiettivo era quello di far comprendere la storia del Natale, a tutti coloro che non sapevano leggere, rappresentandola con una scenografia, realizzando il primo Presepe Vivente.
Il primo Paese ad aver ospitato il primo presepe animato, con le statuine è stata l’Italia nel 1283, da parte di Arnolfo di Cambio: Lo scultore, scolpì 8 statuine che rappresentavano i Re Magi e la Natività.
Il presepe ha la forma di una casetta ed è possibile vederlo a Roma, nella Cappella Sistina della Chiesa di Santa Maria Maggiore.


La data di preparazione, per tradizione, è l’8 dicembre, e coincide con la festa dell’Immacolata Concezione che segna ufficialmente l’inizio dell’attesa del Salvatore.
Si mantiene fino al giorno dell’Epifania, quando le statuine raffiguranti i Re Magi vengono poste di fronte alla Sacra Famiglia.
Tuttavia, questa tradizione, fu inglobata nella tradizione cristiana con ricchi simboli e significati.
Il presepe, è composto da tre parti: quella superiore, dove sono presenti gli angeli che annunceranno la nascita tanto attesa di Gesù, quella centrale dove viene raffigurata la grotta, il bue, l’asinello e quella inferiore dove sono rappresentati cittadini polacchi insieme ai Re Magi.
Maria ha un manto azzurro che rappresenta il cielo, Giuseppe ha un manto dai toni scuri che rappresenta l’umiltà, il bue rappresenta un simbolo della cultura ebraica e l’asino invece, della cultura pagana.
I Re Magi invece, derivano dal vangelo e possono rappresentare le tre popolazioni dell’Europa, Asia e Africa oppure le tre età dell’uomo, ossia gioventù, maturità e vecchiaia.

Alcune persone, nel momento in cui fanno il presepe, pongono al centro Gesù Bambino, coprendolo con della carta fino alla mezzanotte di Natale.
Solitamente, secondo la tradizione, l’istante che rende ufficiale l’arrivo del Natale e la nascita di Gesù Bambino è la mezzanotte del 24 Dicembre.
Ed è in questo momento che Gesù viene posizionato in fasce dentro alla paglia della mangiatoia,
affiancato dall’asino e dal bue che lo riscaldano con il loro respiro.
Ad oggi, grazie alla presenza della tecnologia, è possibile decorare il proprio presepe anche con luci ed è possibile ammirare in gran parte del mondo, i presepi viventi.
Questo, non solo per il mondo occidentale cristiano, ma anche per i fedeli di altre Chiese.

CURIOSITA’:
• Secondo la tradizione cattolica, il presepe deve essere disfatto il 2 febbraio, giorno in cui la Chiesa celebra la Presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme.

 

PRESEPE DI NATALE IN LEGNO CON LUCI LED

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